Tekno, fiera della tradizione passata, si propone come l'incontrastato interprete di quella tendenza che ricrea il moderno nelle sue più pure caratteristiche di discrezione e raffinatezza, riuscendo altresì ad imprimere personalità e carattere ad ogni creazione
Eileen Gray
Eileen Gray
(1878 - 1976)
Dopo aver studiato design in gioventù alla “Slade School”, Eileen Gray lavorò presso lo studio del pittore D. Charles specializzandosi nell’uso di lacche orientali. Si trasferì a Parigi nel 1902 dove proseguì i suoi studi ed intraprese la carriera di decoratore d’interni.
Dopo alcuni anni fu notata a una mostra di design di interni dal grande sarto Doucet, che la incaricò di arredare la sua casa; così fece alcuni anni più tardi la stilista Suzanne Talbot per la sua villa in Rue de la Lota.
Divenuta una progettatrice di arredi, Eileen Gray inaugurò la “Jean Desert Gallery” nel 1922 dove mise in vendita le sue creazioni consistenti in paraventi e lampade. Attirò delle critiche da parte della stampa parigina, ma venne però apprezzata dal gruppo olandese “De Stijl”.
Dopo quattro anni di studi intensi, seguendo i suggerimenti di Gropius, Stevens e Le Corbusier, dimostrando grande coraggio decise di passare nel campo dell’architettura, ritenuto a quel tempo un’esclusiva prerogativa maschile.
Costruì una delle sue case a Roquebrun sulla costa mediterranea, caratterizzata da dispositivi pratici e funzionali, ma anche ingegnosi.
Meritano di essere ricordati, fra i suoi progetti, la casa per un ingegnere, la casa per due scultori, una casa per le vacanze a struttura tubolare, un centro sociale e culturale ed un centro turistico; comunque, non favoriti dalla sorte, questi progetti non vennero mai realizzati. Nonostante ciò, Eileen Gray continuò anche in età avanzata a pensare a nuovi progetti e a sperimentare nuovi materiali.
Fu solo poco prima della sua morte che una mostra al Paris Museum of Decorative Arts dette pieno merito alla sua attività e personalità.